L'area archeologica di San Nicola

L’area archeologica di San Nicola (a Nord di Soverato), conosciuta dai soveratesi col nome di “Poliporto”, è prospiciente alla necropoli a grotticelle che si sviluppa sulla parete di roccia arenaria sotto alla strada comunale e si estende per un lungo tratto che va dallo sbocco Nord della galleria ferroviaria a quasi tutto il campeggio Glauco.

La piattaforma di conglomerato, sfruttato in maniera intensiva dall’età romana per cavarne numerose macine, a circa metà campeggio s’inoltra sotto il terrapieno dello stesso, nascondendo così il suo limite verso Nord.

La cava è parzialmente sommersa e in gran parte ricoperta dalla sabbia e dagli stabilimenti balneari. Dalla piattaforma rocciosa – come è ben risaputo - venivano estratti blocchi e macine di vari diametri e spessori, di cui rimangono manufatti sparsi e numerose vasche di risulta.

Alcune macine sono ancora in posto, altre sono state estratte e si trovano sparse sul fondale come se un evento improvviso abbia costretto i cavatori ad abbandonare tempestivamente e per sempre la cava.

Oltre alle macine di varie dimensioni e finitura, dalla superficie fino a pochi metri di profondità, si possono notare numerosi blocchi semilavorati o finiti, bitte da ormeggio e anche canalette che definiscono spazi regolari.

Nel medesimo tratto di mare, sono state rinvenute numerose pietre forate o ancore litiche e due fondi di anfore, presumibilmente tardo-antiche, fissate alla roccia con malta o concrezionate.

Alcune “vasche”, di forma quadrangolare e poligonale, si notano lungo la battigia in occasioni di basse maree e anche in mare. 

Sempre pertinenti a quest’area sono i numerosi rinvenimenti di chiodi in bronzo e in rame, di tipologia e dimensioni diverse, oltre ad alcuni perni anch’essi in bronzo e alcuni anelli in piombo, forse appartenuti a reti da pesca, tutti recuperati e segnalati alla Soprintendenza Archeologica.

Nei pressi della “galleria” (sbocco Nord della galleria FS) il banco di conglomerato presenta numerose buche allineate in forme circolari o rettilinee. Potrebbe trattarsi delle tracce delle capanne di età protostorica, pertinenti alla necropoli a grotticelle. 

Di queste, molte sono ben visibili anche dalla battigia mentre altre di dimensioni maggiori, simili a piccoli pozzi, si notano a profondità di poco superiore e per un tratto più esteso verso sud.

Solo uno studio approfondito potrebbe rivelarci le tante fasi storiche che questi luoghi hanno vissuto.

L’area di San Nicola è stata di recente sottoposta a vincolo archeologico; è vietato pertanto effettuare ricerche con cercametalli o prelevare reperti archeologici o oggetti che potrebbero essere tali.